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Ente Nazionale per la Trasformazione Digitale


Statuto

STATUTO

ART. 1
(Denominazione e sede)

E’ costituito, nel rispetto del D. Lgs. 117/2017, del Codice civile e della normativa in materia l’Ente del Terzo Settore denominato:

Ente Nazionale per la Trasformazione Digitale e l'Innovazione - Associazione di Promozione Sociale””, in breve indicata anche come “E.N.T.D.I. APS”, e, all’interno del presente Statuto, anche “Associazione o Ente”. Assume la forma giuridica di associazione apartitica e aconfessionale. L’acronimo APS potrà essere inserito nella denominazione, in via automatica e sarà spendibile nei rapporti con i terzi, negli atti, nella corrispondenza e nelle comunicazioni con il pubblico solo dopo aver ottenuto l’iscrizione al Registro regionale delle associazioni di promozione sociale o, qualora operativo, al Registro unico nazionale del terzo settore. Il trasferimento della sede legale non comporta modifica statutaria, ma l’obbligo di comunicazione agli uffici competenti.

ART. 2
(Statuto)

L’associazione di promozione sociale è disciplinata dal presente statuto, ed agisce nel rispetto del Decreto Legislativo 3 luglio 2017 n. 117 e s.m.i., delle relative norme di attuazione, delle leggi regionali e dei principi generali dell’ordinamento giuridico. L’assemblea può deliberare l’eventuale regolamento di esecuzione dello statuto per la disciplina degli aspetti organizzativi più particolari.

ART. 3
(Efficacia dello statuto)

Lo statuto vincola alla sua osservanza gli associati all’associazione; esso costituisce la regola fondamentale di comportamento dell’attività dell’associazione stessa.

ART. 4
(Interpretazione dello statuto)

Lo statuto è valutato secondo le regole dei contratti e secondo i criteri dell’articolo 12 delle preleggi al codice civile.

ART. 5
(Finalità e Attività)

L’associazione esercita in via esclusiva o principale una o più attività di interesse generale per il perseguimento, senza scopo di lucro, di finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale. L’Associazione, per il raggiungimento degli scopi sociali, fa riferimento alle attività di interesse generale indicate nel Codice del Terzo Settore e più precisamente:

d) educazione, istruzione e formazione professionale, ai sensi della legge 28 marzo 2003, n. 53, e successive modificazioni, nonché le attività culturali di interesse sociale con finalità educativa;
h) ricerca scientifica di particolare interesse sociale;
i) organizzazione e gestione di attività culturali, artistiche o ricreative di interesse sociale, incluse attività, anche editoriali, di promozione e diffusione della cultura e della pratica del volontariato e delle attività di interesse generale di cui al presente articolo;
g) formazione universitaria e post-universitaria;
i) organizzazione e gestione di attività culturali, artistiche o ricreative di interesse sociale, incluse attività, anche editoriali, di promozione e diffusione della cultura e della pratica del volontariato e delle attività di interesse generale di cui al presente articolo;
l) formazione extra-scolastica, finalizzata alla prevenzione della dispersione scolastica e al successo scolastico e formativo, alla prevenzione del bullismo e al contrasto della povertà educativa;
m) servizi strumentali ad enti del Terzo settore resi da enti composti in misura non inferiore al settanta per cento da enti del Terzo settore;
n) cooperazione allo sviluppo, ai sensi della legge 11 agosto 2014, n. 125, e successive modificazioni;
o) attività commerciali, produttive, di educazione e informazione, di promozione, di rappresentanza, di concessione in licenza di marchi di certificazione, svolte nell'ambito o a favore di filiere del commercio equo e solidale, da intendersi come un rapporto commerciale con un produttore operante in un'area economica svantaggiata, situata, di norma, in un Paese in via di sviluppo, sulla base di un accordo di lunga durata finalizzato a promuovere l'accesso del produttore al mercato e che preveda il pagamento di un prezzo equo, misure di sviluppo in favore del produttore e l'obbligo del produttore di garantire condizioni di lavoro sicure, nel rispetto delle normative nazionali ed internazionali, in modo da permettere ai lavoratori di condurre un'esistenza libera e dignitosa, e di rispettare i diritti sindacali, nonché di impegnarsi per il contrasto del lavoro infantile;
p) servizi finalizzati all'inserimento o al reinserimento nel mercato del lavoro dei lavoratori e delle persone di cui all'articolo 2, comma 4, del decreto legislativo recante revisione della disciplina in materia di impresa sociale, di cui all'articolo 1, comma 2, lettera c), della legge 6 giugno 2016, n. 106;
w) promozione e tutela dei diritti umani, civili, sociali e politici, nonché dei diritti dei consumatori e degli utenti delle attività di interesse generale di cui al presente articolo, promozione delle pari opportunità e delle iniziative di aiuto reciproco, incluse le banche dei tempi di cui all'articolo 27 della legge 8 marzo 2000, n. 53, e i gruppi di acquisto solidale di cui all'articolo 1, comma 266, della legge 24 dicembre 2007, n. 244;
z) riqualificazione di beni pubblici inutilizzati o di beni confiscati alla criminalità organizzata.

Le attività che si propone di svolgere, prevalentemente in favore dei propri associati, di loro familiari o di terzi, avvalendosi in modo prevalente dell’attività di volontariato dei propri associati sono:

  1. Promuovere la tutela del lavoro, l'assistenza e la promozione delle attività imprenditoriali, la progettazione e l'erogazione di percorsi formativi e di alternanza scuola lavoro, la tutela della disabilità e prevenire l’abbandono scolastico, prevenzione del bullismo e al contrasto della povertà educativa.
  2. Sensibilizzare e diffondere i principi e le tecniche professionali di Management nella comunità economica e imprenditoriale, presso organizzazioni pubbliche o private, incluse ma non limitate ad aziende, Enti pubblici, Università, scuole e associazioni professionali.
  3. Supportare la figura, il ruolo e le competenze del Manager predisponendo eventi, scambi di esperienze ed iniziative basati sulle necessità locali, che ne accrescano la professionalità e l’efficacia operativa.
  4. Promuovere, sostenere, definire ed erogare attività e percorsi formativi che rafforzino le competenze professionali in tutte le discipline propedeutiche alla semplificazione dell’inserimento o reinserimento nel mondo del lavoro e ne sostengano il processo di qualificazione nel rispetto dei programmi di certificazione propri dell’ dell’Osservatorio Imprenditoriale della Trasformazione Digitale o di Enti Terzi.
  5. Promuovere, sostenere, definire ed erogare attività e percorsi formativi ed eventi che rafforzino attività culturali, artistiche o ricreative di interesse sociale ed editoriali.
  6. Erogare servizi strumentali ad enti del Terzo settore resi da enti composti in misura non inferiore al settanta per cento da enti del Terzo settore.
  7. Attivare la cooperazione allo sviluppo, ai sensi della legge 11 agosto 2014, n. 125, e successive modificazioni, nonché promuovere e tutelare i diritti umani, civili, sociali e politici, inclusi i diritti dei consumatori e degli utenti delle attività di interesse generale.
  8. Favorire attività commerciali, produttive, di educazione e informazione, di promozione, di rappresentanza, di concessione in licenza di marchi di certificazione, svolte nell’ambito o a favore di filiere del commercio equo e solidale, da intendersi come un rapporto commerciale con un produttore operante in un’area economica svantaggiata, situata, di norma, in un Paese in via di sviluppo, sulla base di un accordo di lunga durata finalizzato a promuovere l’accesso del produttore al mercato e che preveda il pagamento di un prezzo equo, misure di sviluppo in favore del produttore e l’obbligo del produttore di garantire condizioni di lavoro sicure, nel rispetto delle normative nazionali ed internazionali, in modo da permettere ai lavoratori di condurre un’esistenza libera e dignitosa, e di rispettare i diritti sindacali, nonché di impegnarsi per il contrasto del lavoro infantile.
  9. Riqualificare i beni pubblici inutilizzati o di beni confiscati alla criminalità organizzata.

L’associazione può esercitare, a norma dell’art. 6 del Codice del terzo settore, attività diverse da quelle di interesse generale, secondarie e strumentali rispetto a queste ultime, secondo criteri e limiti definiti con apposito Decreto ministeriale. La loro individuazione è operata da parte dell’organo di amministrazione. L’associazione può inoltre realizzare attività di raccolta fondi, nel rispetto dei principi di verità, trasparenza e correttezza con i sostenitori e con il pubblico, in conformità alle disposizioni contenute nell’art. 7 del D. Lgs. 117/2017. L’associazione di promozione sociale opera nel territorio Nazionale e comunitario.

ART. 6
(Ammissione)

Sono associati dell’associazione le persone fisiche o le associazioni di promozione sociale che condividono le finalità e gli scopi associativi e si impegnano per realizzare le attività di interesse generale. Possono aderire all’associazione altri enti del terzo settore o senza scopo di lucro a condizione che il loro numero non superi il cinquanta per cento del numero delle associazioni di promozione sociale. Il numero degli associati è illimitato ma, in ogni caso, non può essere inferiore al numero minimo richiesto dalla Legge. Se successivamente alla costituzione il numero dovesse scendere al di sotto del minimo richiesto, l’associazione dovrà darne tempestiva comunicazione all’Ufficio del Registro unico nazionale ed integrare il numero entro un anno. L’ammissione all’associazione è deliberata dall’Organo di amministrazione su domanda dell'interessato secondo criteri non discriminatori, coerenti con le finalità perseguite e le attività d’interesse generale. La deliberazione è comunicata all'interessato ed annotata nel libro degli associati. In caso di rigetto della domanda, l’organo di amministrazione comunica la decisione all’interessato entro 60 giorni, motivandola. L’aspirante associato può, entro 60 giorni da tale comunicazione di rigetto, chiedere che sull'istanza si pronunci l'assemblea in occasione della successiva convocazione.

L’ammissione ad associato è a tempo indeterminato, fermo restando il diritto di recesso. Non è ammessa la categoria di associati temporanei. La quota sociale è intrasmissibile, non rimborsabile e non rivalutabile.

ART. 7
(Diritti e doveri degli associati)

Gli associati hanno pari diritti e doveri. Hanno il diritto di

  • eleggere gli organi sociali e di essere eletti negli stessi;
  • essere informati sulle attività dell’associazione e controllarne l’andamento;
  • prendere atto dell’ordine del giorno delle assemblee,
  • esaminare i libri sociali secondo le regole stabilite dal successivo art. 19;
  • votare in Assemblea se iscritti da almeno tre mesi nel libro degli associati e in regola con il pagamento della quota associativa, se prevista
  • denunziare i fatti che ritiene censurabili ai sensi dell’art. 29 del Codice del terzo settore;

e il dovere di:

  • rispettare il presente statuto e l’eventuale regolamento interno;
  • adottare comportamenti conformi alle finalità dell’associazione, tutelandone il nome;
  • versare, se prevista, la quota associativa secondo l’importo, le modalità di versamento e i termini annualmente stabiliti dall’organo competente.

ART. 8
(Volontario e attività di volontariato)

L’associato volontario svolge la propria attività in favore della comunità e del bene comune in modo personale, spontaneo e gratuito, senza fini di lucro, neanche indiretti ed esclusivamente per fini di solidarietà. La qualità di associato volontario è incompatibile con qualsiasi forma di rapporto di lavoro subordinato o autonomo e con ogni altro rapporto di lavoro retribuito con l’associazione. L’attività dell’associato volontario non può essere retribuita in alcun modo, nemmeno dal beneficiario. Agli associati volontari possono essere rimborsate soltanto le spese effettivamente sostenute e documentate per l’attività prestata, entro i limiti massimi e alle condizioni preventivamente stabilite dall’associazione. Sono vietati i rimborsi spesa di tipo forfetario.

ART. 9
(Perdita della qualifica di associato)

La qualità di associato si perde per morte, recesso o esclusione. L’associato può recedere dall’associazione mediante comunicazione scritta all’organo amministrativo.L’associato che contravviene gravemente ai doveri stabiliti dallo statuto, può essere escluso dall’associazione. L’esclusione è deliberata dall’assemblea con voto segreto e dopo aver ascoltato le giustificazioni dell’interessato. La deliberazione di esclusione dovrà essere comunicata adeguatamente all’associato. L’associato può ricorrere all’autorità giudiziaria entro sei mesi dal giorno di notifica della deliberazione.

ART. 10
(Gli organi sociali)

Sono organi dell’associazione:

  • Assemblea degli associati
  • Organo di amministrazione
  • Presidente
  • Organo di controllo, al superamento dei limiti previsti dall’art. 30 del D.Lgs 117/2017
  • Organo di revisione legale dei conti, al superamento dei limiti previsti dall’art. 31 del DLgs. 117/2017

ART. 11
(L’assemblea )

L’assemblea è composta dagli associati dell’associazione, iscritti nel Libro degli associati e in regola con il versamento della quota sociale, ove prevista. E’ l’organo sovrano.Ciascun associato. in regola con le quote associative. ha diritto ad un voto senza possibilità di delegare terzi. L’assemblea è presieduta dal Presidente dell’associazione o, in sua assenza, dal Vicepresidente o persona nominata a presidente dai convenuti all’assemblea stessa. E’ convocata almeno una volta all’anno dal Presidente dell’associazione o da chi ne fa le veci mediante avviso scritto da inviare almeno 15 giorni prima di quello fissato per l’adunanza e contenente la data della riunione, l'orario, il luogo, l'ordine del giorno e l'eventuale data di seconda convocazione. Tale comunicazione può avvenire a mezzo e-mail spedita al recapito risultante dal libro degli associati e/o mediante avviso affisso nella sede dell’associazione. L’Assemblea è inoltre convocata a richiesta di almeno un decimo degli associati o quando l’organo amministrativo lo ritiene necessario. I voti sono palesi, tranne quelli riguardanti le persone. Delle riunioni dell’assemblea è redatto il verbale, sottoscritto dal Presidente e dal verbalizzante e conservato presso la sede dell’associazione. L’Assemblea può essere ordinaria o straordinaria. E’ straordinaria quella convocata per la modifica dello statuto e lo scioglimento dell’associazione. E’ ordinaria in tutti gli altri casi.

ART.12

(Compiti dell’Assemblea)

L’assemblea:

  • determina le linee generali programmatiche dell’attività dell’associazione;
  • approva il bilancio di esercizio e il bilancio sociale, quando previsto;
  • nomina e revoca i componenti degli organi sociali;
  • delibera sulla responsabilità dei componenti degli organi sociali e promuove azione di responsabilità nei loro confronti;
  • delibera sulle modificazioni dell'atto costitutivo o dello statuto;
  • approva l'eventuale regolamento dei lavori assembleari;
  • delibera lo scioglimento, la trasformazione, la fusione o la scissione dell'associazione;
  • delibera sugli altri oggetti attribuiti dalla legge, dall'atto costitutivo o dallo statuto alla sua competenza.

ART. 13
(Assemblea ordinaria)

L’assemblea ordinaria è regolarmente costituita in prima convocazione con la presenza della metà più uno degli associati, presenti in proprio o per delega, e in seconda convocazione qualunque sia il numero degli associati presenti, in proprio o in delega.

L’assemblea delibera a maggioranza dei voti dei presenti.

E’ ammessa l’espressione del voto per corrispondenza o in via elettronica, purché sia possibile verificare l’identità dell’associato che partecipa e vota.

Nelle deliberazioni di approvazione del bilancio e in quelle che riguardano la loro responsabilità, gli amministratori non hanno diritto di voto.

ART. 14
(Assemblea straordinaria)

L’assemblea straordinaria modifica lo statuto dell’associazione con la presenza di almeno ¾ degli associati e il voto favorevole della maggioranza dei presenti e delibera lo scioglimento e la liquidazione nonché la devoluzione del patrimonio con il voto favorevole di almeno ¾ degli associati.

ART. 15
(Organo di amministrazione)

L’organo di amministrazione governa l’associazione ed opera in attuazione delle volontà e degli indirizzi generali dell’assemblea alla quale risponde direttamente e dalla quale può essere revocato. L’organo di amministrazione è composto da numero 5 membri eletti dall’assemblea tra le persone fisiche associate. Dura in carica per tre anni e i suoi componenti possono essere rieletti. L’organo di amministrazione è validamente costituito quando è presente la maggioranza dei componenti. Nel caso in cui è composto da soli tre membri esso è validamente costituito quando sono presenti tutti. Le deliberazioni sono assunte a maggioranza dei presenti. Si applica l'articolo 2382 del codice civile. Al conflitto di interessi degli amministratori si applica l'articolo 2475-ter del codice civile. L’organo di amministrazione compie tutti gli atti di ordinaria e straordinaria amministrazione la cui competenza non sia per Legge di pertinenza esclusiva dell’assemblea.

In particolare, tra gli altri compiti:

  • amministra l’associazione,
  • attua le deliberazioni dell’assemblea,
  • predispone il bilancio di esercizio, e, se previsto, il bilancio sociale, li sottopone all’approvazione dell’assemblea e cura gli ulteriori adempimenti previsti dalla legge,
  • predispone tutti gli elementi utili all’assemblea per la previsione e la programmazione economica dell’esercizio,
  • stipula tutti gli atti e contratti inerenti le attività associative,
  • cura la tenuta dei libri sociali di sua competenza,
  • è responsabile degli adempimenti connessi all’iscrizione nel Runts,
  • disciplina l’ammissione degli associati,
  • accoglie o rigetta le domande degli aspiranti associati.
  • delibera sull'esclusione degli associati;
  • redige i regolamenti interni per il funzionamento dell’associazione;
  • determina il valore della quota annuale;
  • delibera sulla instaurazione dei rapporti di lavoro con dipendenti, collaboratori e professionisti esterni;
  • ratificare o respingere i provvedimenti adottati d’urgenza dal presidente;
  • delibera lo svolgimento di attività diverse rispetto alle attività di interesse generale;
  • adottare ogni altro provvedimento che sia ad esso attribuito dal presente statuto o dai regolamenti interni;
  • attribuire ad un membro dell’organo amministrativo poteri di compiere atti in nome e per conto dell’associazione;

Il potere di rappresentanza attribuito ai consiglieri è generale, pertanto le limitazioni di tale potere non sono opponibili ai terzi se non iscritte nel Registro unico nazionale del terzo settore o se non si prova che i terzi ne erano a conoscenza. Il presidente dell’associazione è il presidente dell’organo di amministrazione ed è nominato dall’assemblea assieme agli altri componenti dell’organo di amministrazione.

ART. 16
(Il Presidente)

Il presidente è eletto dall’assemblea a maggioranza dei presenti, rappresenta legalmente l’associazione e compie tutti gli atti che la impegnano verso l’esterno. Il presidente dura in carica quanto l’organo di amministrazione e cessa per scadenza del mandato, per dimissioni volontarie o per eventuale revoca decisa dall’assemblea. Almeno un mese prima della scadenza del mandato, il presidente convoca l’assemblea per l’elezione del nuovo presidente e dell’organo di amministrazione. Il presidente convoca e presiede l’Assemblea e l’organo di amministrazione, svolge l’ordinaria amministrazione sulla base delle direttive di tali organi, riferendo all’organo di amministrazione in merito all’attività compiuta. Il Vicepresidente sostituisce il Presidente in ogni sua attribuzione ogniqualvolta questi sia impossibilitato nell’esercizio delle sue funzioni.

ART. 17
(Organo di controllo)

L’organo di controllo, anche monocratico, è nominato nei casi e nei modi previsti dall’art. 30 del D. Lgs. 117/2017.

L’organo di controllo:

  • vigila sull'osservanza della legge, dello statuto e sul rispetto dei principi di corretta amministrazione;
  • vigila sull'adeguatezza dell'assetto organizzativo, amministrativo e contabile e sul suo concreto funzionamento
  • esercita compiti di monitoraggio dell'osservanza delle finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale
  • attesta che il bilancio sociale sia stato redatto in conformità alle linee guida di cui all'articolo 14. Il bilancio sociale dà atto degli esiti del monitoraggio svolto.

Il componente dell'organo di controllo può in qualsiasi momento procedere ad atti di ispezione e di controllo e, a tal fine, può chiedere agli amministratori notizie sull'andamento delle operazioni sociali o su determinati affari.

ART. 18
(Organo di Revisione legale dei conti)

E’ nominato nei casi e nei modi previsti dall’art. 31 del D. Lgs 117/2017 ed è formato da un revisore contabile iscritto al relativo registro.

Art. 19
(Libri sociali)

L’associazione ha l’obbligo di tenere i seguenti libri sociali:

a) il libro degli associati e degli aderenti tenuto a cura dell’organo di amministrazione;
b) il libro delle adunanze e delle deliberazioni delle assemblee, in cui devono essere trascritti anche i verbali redatti per atto pubblico, tenuto a cura del consiglio;
c) il libro delle adunanze e delle deliberazioni dell’organo di amministrazione, dell’organo di controllo, e degli altri organi sociali, tenuti a cura dell’organo a cui si riferiscono;
d) il registro dei volontari, tenuto a cura dell’organo di amministrazione.

Tutti gli associati, in regola con il versamento della quota associativa, hanno il diritto di esaminare i libri sociali tenuti presso la sede legale dell’ente, entro 30 giorni dalla data della richiesta formulata all’organo di amministrazione.

ART. 20
(Risorse economiche)

Le risorse economiche dell’associazione sono costituite da:

  • quote associative;
  • contributi pubblici e privati;
  • donazioni e lasciti testamentari;
  • rendite patrimoniali;
  • attività di raccolta fondi;
  • rimborsi da convenzioni;
  • proventi da cessioni di beni e servizi agli associati e a terzi, anche attraverso lo svolgimento di attività economiche di natura commerciale, artigianale o agricola, svolte in maniera ausiliaria e sussidiaria e comunque finalizzate al raggiungimento degli obiettivi istituzionali, realizzabili fino all’operatività del RUNTS.
  • ogni altra entrata ammessa ai sensi del D.Lgs. 117/2017.

ART. 21
(I beni)

I beni dell’associazione sono beni immobili, beni registrati mobili e beni mobili. I beni immobili ed i beni registrati mobili possono essere acquistati dall’associazione, e sono ad essa intestati. I beni immobili, i beni registrati mobili, nonché i beni mobili che sono collocati nella sede dell’associazione sono elencati nell’inventario, che è depositato presso la sede dell’associazione e può essere consultato dagli associati.

ART. 22
(Divieto di distribuzione degli utili e obbligo di utilizzo del patrimonio)

L’associazione ha il divieto di distribuire, anche in modo indiretto, utili e avanzi di gestione nonché fondi, riserve o capitale durante la propria vita ai sensi dell’art. 8 comma 2 del D.Lgs. 117/2017 nonché l’obbligo di utilizzare il patrimonio, comprensivo di eventuali ricavi, rendite, proventi, entrate comunque denominate, per lo svolgimento dell’attività statutaria ai fini dell’esclusivo perseguimento delle finalità previste.

ART. 23
(Bilancio)

Il bilancio di esercizio dell’associazione è annuale e decorre dal primo gennaio di ogni anno. E’ redatto ai sensi degli articoli 13 e 87 del D. Lgs. 117/2017 e delle relative norme di attuazione e deve rappresentare in maniera veritiera e corretta l’andamento economico e finanziario dell’associazione. Il bilancio è predisposto dall’organo di amministrazione e viene approvato dall’assemblea ordinaria entro 4 mesi dalla chiusura dell’esercizio cui si riferisce il consuntivo e depositato presso il Registro unico nazionale del terzo settore entro il 30 giugno di ogni anno.

ART. 24
(Bilancio sociale)

E’ redatto nei casi e modi previsti dall’art. 14 del D. Lgs. 117/2017.

ART. 25
(Convenzioni)

Le convenzioni tra l’associazione di promozione sociale e le Amministrazioni pubbliche di cui all’art. 56 comma 1 del D. Lgs. 117/2017 sono deliberate dall’organo di amministrazione che ne determina anche le modalità di attuazione, e sono stipulate dal Presidente dell’associazione, quale suo legale rappresentante. Copia di ogni convenzione è custodita, a cura del presidente, presso la sede dell’associazione.

ART. 26
(Personale retribuito)

L’associazione di promozione sociale può avvalersi di personale retribuito nei limiti previsti dall’art. 36 del D. Lgs. 117/2017. I rapporti tra l’associazione ed il personale retribuito sono disciplinati dalla legge e da apposito regolamento adottato dall’associazione.

ART. 27
(Responsabilità ed assicurazione degli associati volontari)

Gli associati volontari che prestano attività di volontariato sono assicurati per malattie, infortunio, e per la responsabilità civile verso i terzi ai sensi dell’art. 18 del D. Lgs. 117/2017.

ART. 28
(Responsabilità dell’associazione)

Per le obbligazioni assunte dalle persone che rappresentano l’associazione, i terzi possono far valere i loro diritti sul fondo comune. Delle obbligazioni assunte rispondono, personalmente e solidalmente le persone che hanno agito in nome e per conto dell’associazione.

ART. 29
(Assicurazione dell’associazione)

L’associazione di promozione sociale può assicurarsi per i danni derivanti da responsabilità contrattuale ed extra contrattuale dell’associazione stessa.

ART. 30
(Devoluzione del patrimonio)

In caso di estinzione o scioglimento, il patrimonio residuo è devoluto, salva diversa destinazione imposta dalla legge, ad altri enti del Terzo settore, secondo quanto previsto dall’art. 9 del D. Lgs. 117/2017.

ART. 31
(Disposizioni finali)

Per quanto non è previsto dal presente statuto, si fa riferimento alle normative vigenti in materia ed ai principi generali dell’ordinamento giuridico.

ART. 32
(Norma transitoria)

  1. Tutti gli adempimenti legati all’iscrizione al Registro unico nazionale del terzo settore, che risultano essere incompatibili con l’attuale disciplina, trovano applicazione all’operatività del Runts medesimo.
  2. A decorrere dal termine di cui all’art. 104 del D. Lgs. 117/17, in coerenza con l’interpretazione autentica data al medesimo articolo ad opera dell’art. 5-sexies del D.L. n. 148/2017, trovano applicazione le disposizioni fiscali contenute nel titolo X del D. Lgs. 117/17.
  3. L’acronimo ETS potrà essere inserito nella denominazione, in via automatica e sarà spendibile nei rapporti con i terzi, negli atti, nella corrispondenza e nelle comunicazioni con il pubblico solo dopo aver ottenuto l’iscrizione al Registro unico nazionale del terzo settore.

107, 2020

Turismo, settore in crisi a causa del Coronavirus

by |1 Luglio, 2020|Innovazione, Lavoro, News|0 Commenti

Il turismo è il settore economico più colpito dall’emergenza sanitaria del Coronavirus. Sono a rischio sia migliaia di posti di lavoro sia la continuità delle imprese del settore, costrette a ridimensionare il core business. Cambia il paradigma economico e diventa necessario investire sul digitale per ripensare l’organizzazione dell’impresa. C’è la possibilità che molte realtà economiche siano costrette a chiudere per rispettare le misure di prevenzione e di contenimento del contagio del Coronavirus. È una situazione che deve essere risolta con opportuni provvedimenti che soltanto il digitale può essere in grado di fornire. Pensiamo soltanto alle diverse app che si potrebbero realizzare (alcuni imprenditori già adottano simili soluzioni) per lavorare in sicurezza e permettere agli imprenditori di continuare a lavorare. L’Istat fotografa una situazione preoccupante a cui è necessario dedicare un’adeguata riflessione. Sono i numeri a delineare il futuro del turismo. Diminuzione delle presenze turistiche L’arresto dei flussi turistici a partire dal mese di marzo 2020 ha azzerato un’attività che proprio nel trimestre marzo-maggio vede la sua fase di rilancio stagionale, favorita dal susseguirsi di occasioni tra le festività pasquali e la Pentecoste (rilevante soprattutto per l’afflusso estero). È fondamentale capire quale sia la dimensione della perdita associabile a questo periodo, facendo riferimento alla situazione economica del 2019. «Nel trimestre marzo-maggio 2019 – si legge nel documento dell’Istat - si sono registrate in Italia circa 81 milioni di presenze turistiche, pari al 18,5% del totale annuale. La media europea nello stesso trimestre è leggermente superiore (20,9%) perché tiene conto delle percentuali, [...]

2406, 2020

La cultura digitale nella formazione didattica

by |24 Giugno, 2020|Formazione, Innovazione, News|0 Commenti

La cultura digitale nella formazione didattica era prevista da tempo perché si rendeva necessario un cambiamento a beneficio della scuola e della potenziale ricchezza derivante dal digitale. La sua affermazione è stata consentita con l’emergenza sanitaria del Coronavirus, spiazzando e rinnovando la filosofia della formazione didattica, ormai ferma da troppo tempo in ottemperanza agli schemi classici del XX secolo. La cultura digitale favorisce una conoscenza più immediata e coinvolgente agli studenti ma era difficile da proporre come cambiamento e miglioramento della scuola italiana. Sono chiare le indicazioni provenienti dal MIUR nei mesi scorsi durante il lockdown: trasformare le attività di apprendimento in presenza con le attività di apprendimento a distanza. Tutto ciò rappresenta un momento rilevante per sostenere una maggiore convergenza tra digitale, cultura, educazione, senza dimenticare di formalizzare le condizioni per un diretto confronto sull’esigenza di fornire opportuni strumenti e competenze ai docenti e di raggiungere tutti gli studenti, nonché la possibilità di utilizzare un repertorio di risorse aperte, utili alla comunità dei docenti impegnati nella progettazione didattica come quelle messe a disposizione da Rai, Iccu, Unesco, Indire, Icbsa, Europeana, Treccani, Musei, Biblioteche, canale YouTube della Khan Academy e quello dei Ted Talks. La nuova formazione didattica L’emergenza sanitaria ha promosso una scuola senza la scuola, ha evidenziato una domanda di stimoli, di supporti, di contenuti e di competenze che le istituzioni culturali hanno la possibilità di offrire al sistema dell’istruzione nazionale, realizzando sinergie crescenti tra digitale, cultura, educazione, già peraltro prefigurate nella Carta di Pietrelcina sull'educazione all'eredità culturale [...]

1706, 2020

Le reti mobili generano una nuova forma di identità della persona

by |17 Giugno, 2020|Innovazione, News|0 Commenti

Le reti mobili rappresentano la pietra miliare dell’evoluzione tecnologica. I dati che vi si immettono generano una nuova forma di identità della persona. Da questa constatazione scaturisce l’obbligatoria attenzione da parte delle autorità, a beneficio della regolamentazione della gestione di questi servizi, per la protezione dei cittadini. I doveri che ne sono derivati in capo ai gestori non sono però sufficienti a proteggere dal ‘furto di identità’. Sicché ciascuno risulta responsabile della propria navigazione in rete e, pertanto, della propria identità e della propria persona. Diffusione degli apparecchi mobili Le reti mobili sono a struttura ibrida, ossia si avvalgono sia delle comunicazioni via cavo sia di quelle via etere. L’entrata nel terzo millennio è segnata, in particolare, da una straordinaria diffusione degli apparecchi di comunicazione mobili e, quindi, dall’attenzione che è stata prestata da parte dell’autorità pubblica all’intero sistema di telecomunicazioni. A livello europeo, il primo intervento si registra nel 2000, con la direttiva 31 sul commercio elettronico (recepita in Italia con il D. Lgs. n. 70/2003 - codice del commercio elettronico). Altro intervento è poi quello effettuato con Regolamento 1316/2013, in merito alla diffusione (gratuita) della connettività e la sua estensione alla comunità locali. In relazione ai fornitori dei servizi, la Corte di Giustizia della UE ha stabilito, mediante la sentenza relativa alla causa C-484/14, del 15 settembre 2016, che il fornitore della rete gratuita non risulta responsabile delle informazioni trasmesse dal fruitore del servizio. Nello stesso tempo il gestore della rete deve adoperarsi per adottare le misure più [...]

1006, 2020

Il mondo dei giochi registra una forte crescita

by |10 Giugno, 2020|Formazione, Innovazione, News|0 Commenti

La nuova filosofia dell’apprendimento diventa l’innovativa formazione dei giovani e si evidenzia dalla volontà dei colossi del web nel promuovere le attività ludiche online. «I giochi completi acquistabili su Google Play Instant – si legge in un paragrafo della Comunicazione Ufficiale ai Google Developer - sono idonei a essere messi in evidenza nella pagina iniziale dell'app Google Play Games. Questi giochi istantanei sono completi, non soltanto versioni di prova. I giocatori toccano il pulsante Riproduzione istantanea per giocare al gioco completo senza la necessità di installarlo prima. L'app Google Play Games è una superficie altamente visibile con centinaia di milioni di utenti attivi a livello globale. Questo programma è una grande opportunità per gli sviluppatori di giochi di piccole dimensioni, al fine di favorire la crescita del loro pubblico e il loro business confezionando il loro gioco completo mediante Google Play Instant (con supporto per acquisti in-app e monetizzazione degli annunci)». La rivoluzione del mercato online aumenta in maniera consistente il business delle imprese che lavorano sul web, influenza le scelte dell’etica di impresa, stravolge le modalità del divertimento degli adolescenti, preoccupa il percorso educativo, compromette negativamente la formazione. La presenza nel panorama economico è necessariamente uno scopo primario per il modus operandi di queste aziende; diventa necessario controllare gli sviluppi di un settore come quello dei giochi rispetto a un altro. Il mondo dei giochi «Il mondo dei videogiochi sta esplodendo e si sta affermando - commenta Pasquale Aiello, presidente dell’Ente Nazionale per la Trasformazione del Digitale e l’Innovazione - in maniera prepotente nel settore dell’intrattenimento. [...]

306, 2020

Consumi, quando una App rivoluziona le modalità del commercio

by |3 Giugno, 2020|Innovazione, News|0 Commenti

L’emergenza sanitaria del Coronavirus anticipa la rivoluzione digitale, agevola il cambiamento del paradigma economico e sociale, stravolge le modalità dei consumi. Se i commercianti devono trovare nuovi canali di distribuzione per aumentare i consumi, rispettando le misure del contenimento del contagio, diventa necessario pensare a un nuovo modo di vendere i propri prodotti. Il digitale riesce a trovare risposte adeguate alle esigenze dei commercianti, evita di subire perdite economiche, cambia l’organizzazione imprenditoriale. La App Homazon con la funzione di geolocalizzazione è stata reimpostata per la ricerca di quei negozi che possono consegnare a domicilio, ma non riescono a comunicare il loro servizio al pubblico. La App, oltre a essere gratuita, conferisce la possibilità a tutti i negozi di quartiere di avere una scheda della propria attività completa con foto, orari descrizioni. Non solo. C’è anche la possibilità di avere il proprio e-commerce con vetrina, carrello, prodotti illimitati, senza tralasciare un circuito di pagamento online fornito dalla App. Tutto gratuito, si paga solo 1 euro per ogni transazione. Per comprendere meglio le funzionalità della App ed evidenziare il valore aggiunto del digitale nell’economia, solleviamo una riflessione con Paolo Cerra, fondatore di kaiHRos, attività specializzata nella creazione di portali web e app; ideatore e cofondatore di SkillsJobs, portale web per la ricerca di lavoro e agenzia di intermediazione al lavoro con Autorizzazione Ministeriale, ideatore e cofondatore di Homazon, consulente per innovazione digitale, di prodotto e di processo per l’impresa. Secondo lei un ecommerce come può rispondere adeguatamente alle esigenze della popolazione, specialmente [...]

2705, 2020

Telelavoro durante il Coronavirus, la formazione dei dipendenti

by |27 Maggio, 2020|Innovazione, Lavoro, News|0 Commenti

Fiducia e onestà. Sono questi gli elementi necessari affinché il telelavoro possa funzionare senza che la produttività ne sia intaccata. Non solo. È anche necessaria la formazione di tutti i soggetti coinvolti: capi e sottoposti, siano essi operanti in ambiente pubblico oppure in ambito privato. Le formazioni devono attenere l’apparato tecnologico e lo spazio architettonico in cui il lavoro è svolto, in relazione all’interlocutore. Il periodo Covid-19 sta permettendo la diffusione di questa moderna organizzazione del lavoro in maniera imponente. Modalità di lavoro Tra le varie opportunità che l’evoluzione delle telecomunicazioni permette di esplorare c’è quella del telelavoro o lavoro agile oppure, per chi ama gli anglicismi, smart working: la possibilità di lavorare a distanza rispetto al classico ufficio o studio professionale. Questo nuovo approccio all’organizzazione del lavoro si è fortemente diffuso a causa della gestione, da parte delle istituzioni, dell’emergenza sanitaria dovuta al diffondersi del Covid-19. Si tratta di una pratica che sta prendendo sempre più piede, in tutti gli ambiti lavorativi: professionali, imprenditoriali, pubblici e privati. I soggetti coinvolti sono da una parte i lavoratori e dall’altra i datori di lavoro o i capi. Dove si svolge il telelavoro La nuova modalità telelavorativa può avvenire, teoricamente, sia in mobilità (lavoro agile vero e proprio) sia da casa (lavoro da remoto). È certamente quest’ultima possibilità quella che può essere maggiormente praticata, anche perché lo studio del fascicolo di una pratica, di un articolo o di un libro è certamente più facile in un ambiente chiuso che all’aria aperta. In [...]

2505, 2020

Opensource e Didattica

by |25 Maggio, 2020|Formazione, Innovazione, Lavoro, SmartSchool|0 Commenti

Prima che scoppiasse l’emergenza Covid19 e dopo uno studio approfondito su Smart Working e Remote Learning, l'Ente Nazionale per la Trasformazione Digitale ha sviluppato tre progetti per la videocomunicazione remota, la didattica a distanza ed il nuovo framework del mercato del Lavoro. Rispettivamente, HRevolution, Click&Learn ed EduMasterJob. Click&Learn è stato subito reso disponibile per l'iniziativa del governo di solidarietà sociale. Vi era l’esigenza di ripensare ad una nuova metodologia formativa, progettuale e ad un modo differente di comunicare ed interagire. Una delle criticità maggiori era rappresentata dalla zona di sviluppo prossimale. Difficile monitorarla e gestirla in presenza, compito veramente arduo in modalità remota. Sono stati individuati 6 elementi cardine da cui partire per creare un sistema formativo remoto efficace: 1 ) Pianificazione di tutte le attività didattiche come fasi di processo così come da disciplina del Project Management. Essendo le fasi in serie, si rischiava di avere un grosso dispendio di tempo ed energia per il docente ed i discenti. Innescare più processi è stata una strada individuata, ma richiedeva spiccate competenze trasversali come Team Building, Team Working, Project Management, Design Thinking, Creatività e Gamification Learning oltre alla capacità di dare del Tu al Digitale. Probabilmente resta la strada maggiormente percorribile anche oggi. 2 ) Utilizzo di sistemi di formazione asincrona a distanza conosciuti come LMS ovvero Learning Management System. In questo caso l’offerta di prodotti opensource per la didattica non mancava. Anche se si è presentata una grossa criticità sulla sicurezza per molti di essi. Quasi tutti sono basati [...]

1305, 2020

Nuovo paradigma delle imprese per tutelare ambiente e salute

by |13 Maggio, 2020|Innovazione, Lavoro, News|0 Commenti

L’inquinamento è un veicolo di contagio del Coronavirus favorendo la circolazione del virus. A sostenere questa tesi è un gruppo di ricercatori che ha esaminato i dati pubblicati sui siti delle Arpa, le Agenzie regionali per la protezione ambientale, confrontandoli con i casi ufficiali di contagio riportati sul sito della Protezione Civile. È del tutto evidente che le imprese dovranno cambiare modalità di lavoro per diminuire drasticamente l’inquinamento; l’esigenza primaria è quella di divulgare una cultura digitale per evitare situazioni di emergenza sanitaria come il Covid-19. L’analisi dell’ambiente «Il prezioso studio – si legge nel documento - ha revisionato varie ricerche scientifiche che descrivono il ruolo del particolato atmosferico come “carrier”, ovvero vettore di trasporto e diffusione per molti contaminanti chimici e biologici, inclusi i virus. Il particolato atmosferico costituisce un substrato che può permettere al virus di rimanere nell’aria in condizioni vitali per un certo tempo, nell’ordine di ore o giorni. Dall’analisi è emersa una relazione tra i superamenti dei limiti di legge delle concentrazioni di PM10 registrati nel periodo tra il 10 e il 29 febbraio e il numero di casi infetti da COVID-19 aggiornati al 3 marzo (considerando un ritardo temporale intermedio relativo al periodo 10-29 febbraio di 14 giorni, approssimativamente pari al tempo di incubazione del virus fino alla identificazione della infezione contratta). Nella Pianura padana si sono osservate le curve di espansione dell’infezione che hanno mostrato accelerazioni anomale, in coincidenza, a distanza di due settimane, con le più elevate concentrazioni di particolato atmosferico, che hanno [...]

605, 2020

Smart working e remote working: differenze giuridiche

by |6 Maggio, 2020|Innovazione, Lavoro, News|2 Commenti

Smart working è una nuova filosofia di lavoro adottata dalle imprese; la sua conoscenza è stata favorita a causa dell’emergenza sanitaria del Covid-19. I lavoratori hanno continuato a compiere il loro dovere dalla propria abitazione in conseguenza del lockdown. I dipendenti, senza saperlo, hanno adottato la modalità di remote working. Lo smart working è invece una filosofia di lavoro differente, inserita in una cornice giuridica bene delineata con una regolamentazione specifica. La confusione delle diverse modalità di lavoro si diffonde rapidamente, conviene specificare le singole regole di impiego che presuppongono una specifica visione imprenditoriale, in base alle diverse esigenze economiche e finanziarie. Cosa è lo smart working come previsto dalla legge 81/2017? È semplicemente un modello organizzativo in grado di portare notevoli vantaggi alle organizzazioni che lo adottano: in termini di produttività, di raggiungimento degli obiettivi, di welfare e della qualità della vita del lavoratore. Con Federica Russo, dottoressa in giurisprudenza con un forte interesse per l'organizzazione aziendale e in particolar modo per le risorse umane, vogliamo evidenziare le peculiarità giuridiche dello smart working. La modalità smart working in che modo cambia il lavoro dei dipendenti? «Il lavoro agile permette ai dipendenti di avere molta più flessibilità, quindi cambia la facoltà di gestione. Il dipendente inizia a concepire il lavoro (se non lo facesse prima) come se egli fosse il proprietario della sua azienda, sradicando quell'ottica di presenzialismo che tutt'ora è tipica delle nostre imprese. A questo punto subentra il lavoro per obiettivi». Quanto incide sulla produzione di impresa? «Nelle [...]

2704, 2020

Coronavirus, rivedere l’organizzazione delle imprese

by |27 Aprile, 2020|Formazione, Innovazione, Lavoro, News|0 Commenti

Il Coronavirus apre nuovi scenari economici ai quali soltanto il digitale può dare opportune risposte in termini di efficienza e produttività. Le imprese devono cambiare velocemente il core business specialmente nel settore dell’intrattenimento e dell’accoglienza. Scendiamo nel dettaglio. Se prima del Covid-19 un ristorante poteva accogliere 100 clienti, ora deve dimezzare la sua clientela rifiutando conseguentemente il suo ricavo. È un quesito che doveva essere sollevato sin dall’inizio, quando la comunità scientifica poteva conoscere maggiormente il virus e le sue potenziali modalità di contagio. Il distanziamento sociale è stato adottato fino ad arrivare al lockdown; le imprese non sono state avvisate immediatamente sull’estensione di questo provvedimento in maniera definitiva, o comunque fino al momento della scoperta del vaccino. Questa situazione economica può influire direttamente sull’occupazione, diventando una preoccupante crisi che impatta negativamente sui lavoratori. È del tutto evidente che le imprese devono cambiare drasticamente la loro organizzazione, ma occorre tempo per abituare i lavoratori alle nuove metodologie da proporre nelle imprese. Il digitale come soluzione Gli imprenditori possono regolare l’affluenza dei clienti mediante prenotazioni e suddivisioni da gestire con app specializzate. Torna il digitale protagonista del dopo Covid-19. Questa opportunità coinvolge alberghi, stabilimenti balneari, B&B, teatri, cinema, musei, solo per citare qualche realtà produttiva e culturale. È fondamentale assicurare la salute ai cittadini e lavorare ugualmente; un’organizzazione dei flussi della clientela è maggiormente evidenziata nell’intrattenimento e nell’accoglienza (ristoranti, bar, alberghi). Questa esigenza deve trovare soluzioni adeguate al fine di eliminare qualsiasi rischio che un’impresa possa registrare pesanti perdite economiche. Il [...]

2104, 2020

Il nuovo Umanesimo per l’Italia del XXI secolo

by |21 Aprile, 2020|Innovazione, Lavoro, News|0 Commenti

Il XXI secolo nasce con l’esigenza di trovare nuove soluzioni economiche e sociali. Il digitale comincia a diventare una realtà consolidata in tutto il mondo, la tecnologia favorisce nuove modalità di pensare al lavoro, alla formazione, alla gestione dell’amministrazione di un’impresa. Potremmo definirlo un nuovo Umanesimo quello che si presenta e si impone con il passaggio del secolo. Cambia il paradigma e si affacciano nuove opportunità economiche e di lavoro. La globalizzazione proietta l’Italia nel futuro con una dinamica veloce che coinvolge le trasformazioni economiche e organizzative del ciclo produttivo. L’impresa deve essere ripensata mettendo al centro del ciclo produttivo la persona, diventa indispensabile valorizzare le risorse umane in un momento storico delicato, dove la trasformazione del paradigma economico e sociale coinvolge dipendenti e professionisti. Il Coronavirus accelera questo cambiamento e solleva una riflessione: sono avvenute molte crisi economiche prima del 2020 eppure i manager e la politica non hanno cambiato nulla. Per totale incapacità di visione del futuro. Era innegabile una simile rivoluzione digitale quando nel 1995 si affacciava sulla società la potenzialità del web. Quella mancata riflessione La popolazione fa finta di vedere il progresso mentre non capisce le conseguenze di questa simile innovazione. Dovevamo programmare un lento cambiamento per consentire alle imprese di rivedere, mediante opportuni corsi di formazione al personale, le nuove modalità di lavoro e di fare impresa. Oggi è necessario guardare al futuro e immaginare un sogno da regalare ai dipendenti dell’impresa che devono diventare alleati del manager. Nel nostro momento storico l’impresa deve [...]

2004, 2020

UnLockDown Etico Anno X – Fase Zero

by |20 Aprile, 2020|Emergenza Coronavirus, Formazione, Innovazione, Lavoro, SmartSchool|0 Commenti

Premessa Oggi abbiamo una sola certezza, è accaduto. Non sappiamo come e perchè ma il Virus ha cambiato tutto ed ha costretto molte persone nel mondo a fare delle scelte difficili. Non sappiamo quale sia la prassi nel caso in cui si debba scegliere tra due diritti sanciti dalla costituzione. Però siamo convinti che decisioni di tale portata debbano essere ponderate bene e con profonda conoscenza della materia e dell'impatto sulla società. La forma collegiale è sicuramente un approccio democratico fondamentale, ma se non proviamo ad allargare ulteriormente questa collegialità non potremo mai sapere chi siamo come individui e cosa “significhiamo” come paese. Il buonsenso dovrebbe spingere le persone che non hanno contezza della materia ad astenersi e nel contempo cogliere spunti per sviluppare un proprio pensiero o intraprendere un percorso di informazione e formazione, i conoscitori a criticare o assentire, correggere, suggerire, collaborare. Solo in questo modo possiamo consentire lo sviluppo del senso critico. Capacità arricchita dalla consapevolezza e nel contempo rendere le attività che riguardano i nostri sistemi organizzativi attrattivi dunque inclusivi, fungendo da incentivo e spunto per cittadini, istituzioni ed imprenditori. Alla luce di quanto sopra esposto, pubblichiamo il nostro Abstract e Summary di Progetto per costruire, quello che riteniamo essere, il percorso da compiere per iniziare una nuova era. L’obiettivo della seguente analisi e sintesi di progetto è quello di innescare un cambio culturale prima che digitale. Le persone devono imparare a discernere l’utile dal disutile, lo strumentale dall’ etico, il vero dal falso. La [...]

1704, 2020

Reinserimento nel mercato del lavoro degli ex detenuti tramite lavori in remoto

by |17 Aprile, 2020|Formazione, Lavoro|0 Commenti

In questi giorni si è posta attenzione alla situazione dei detenuti Italiani per l'esplosione di alcune rivolte legate al Covid-19. Una situazione già storicamente a rischio da anni che viene puntualmente ignorata, nonostante l'allarme delle associazioni di categoria e le numerose multe da parte della Corte europea dei diritti dell'Uomo. Infatti "Siamo il primo paese europeo con sentenze CEDU non eseguite. Dal sovraffollamento delle carceri alla detenzione illegale nei Cie, il nostro Pase non si adegua abbastanza per tutelare i diritti umani." (qui). Per questa ragione ho voluto scrivere un articolo con il mio collega Hr Antonio Signorello che ha avuto contatti diretti con questo mondo per via delle sue attività di psicologo, hr e volontario. La visione di punizione eterna del sistema-Carcere italiano Le carceri Italiane ad oggi, contano nella fattispecie "60.512 detenuti, ossia 13.608 in più rispetto alla capienza regolamentare, con un sovraffollamento del 129 per cento". (qui) La questione del reinserimento nella società dei soggetti carcerati, è stata affrontata da varie branca della psicologia: la psicologia giuridica e rieducativa. Un insieme di studi che ibridano saperi legati al diritto, psicologia e formazione, ponendo le persone al centro. Nello specifico "La Psicologia rieducativa, che indaga le dinamiche psicologiche del percorso riabilitativo: studia il significato, il valore, l’utilità e l’effetto sull'individuo della pena o altro trattamento. (art. 27 cost.). In questo ambito può essere collocato il coinvolgimento dello psicologo nella fase di applicazione della pena: art. 13, 70, 80 Ord. Pen. (l. 354/1975)." (Qui). Occuparsi dei più fragile ed emarginati è compito di [...]

604, 2020

Il digitale è il compagno di viaggio del XXI secolo

by |6 Aprile, 2020|Formazione, Innovazione, Lavoro, News|0 Commenti

Il Coronavirus è soltanto il punto di partenza di una profonda rivoluzione industriale che costringerà le imprese a rivedere il core business; dovranno ripensare nuove modalità di lavoro. Se è vero che lo smart working rivoluziona il modo di lavorare non è altrettanto compreso dai manager il suo obiettivo: nuova filosofia della produzione. Il lavoro agile consente maggiore produttività ed efficienza, liberando velocemente risorse per l'impresa perché elimina le perdite di tempo. Se pensiamo che diventa una salvaguardia per l'ambiente possiamo comprendere come sia l'unica risposta adeguata per continuare a lavorare senza inquinare. Le città sono arrivate alla saturazione dei gas inquinanti comprese le polveri sottili; l'emergenza climatica è stata annunciata dall'Organizzazione Mondiale della Sanità già nel giugno 2019. Quello che registriamo è l'assenza di provvedimenti ad hoc a beneficio dell'ambiente, mentre per l'emergenza sanitaria del Coronavirus si sono adottate misure rigide. Questo sbilanciamento della presa di coscienza delle due situazioni di emergenza lascia molto perplessi. L'ambiente è il luogo dove viviamo e se non viene tutelato possiamo rischiare la vita, al pari del Coronavirus. Questa importanza andrebbe valorizzata ed evidenziata proprio favorendo, con l'ausilio del digitale, le modalità di lavoro a impatto zero sull'ambiente e conseguentemente più efficienti per le imprese. «Vedo più coraggio nelle Istituzioni locali come i Comuni e le Regioni – commenta Alfonso Pecoraro Scanio, Presidente della Fondazione UniVerde - anziché molti governi nazionali che firmano tutti i proclami per evitare cambiamenti climatici catastrofici ma poi non approvano e attuano azioni coerenti. Negli ultimi anni sembra [...]

604, 2020

Smart working: consigli per la salute fisica legata alla postura

by |6 Aprile, 2020|Formazione, Lavoro|0 Commenti

In un contesto sempre più digitale e che amplia la presenza delle persone e lavoratori davanti ad un PC bisogna avere consapevolezza dei rischi per la salute sia mentale che fisica dei lavoratori, per prevenire il più possibile eventuali effetti collaterali. Per questo articolo ho deciso di confrontarmi con l'Ing. Ceglie (Amministratore Unico della A.S.Q. S.r.l. Unipersonale; consulenze alle imprese, settori dello sviluppo ed applicazione sistemi di gestione secondo le Norme ISO 9001 (sistemi di gestione per la qualità); ISO 14001 (sistemi di gestione ambientale); attuale ISO 45001 (sistemi di gestione per la sicurezza nei luoghi di lavoro). Definizione di postura La postura inizia ad avere una rilevanza significativa per la salute delle persone. Da qui la necessità di assumere dei comportamenti corretti per prevenire danni fisici che possono poi portare ad una serie di complicazioni che impattano sulla qualità della vita delle persone e sulle performance lavorative. Cos'è la postura? "La postura è l'adattamento personalizzato di ogni individuo all'ambiente fisico, psichico ed emozionale. In altre parole è il modo con cui reagiamo alla forza di gravità e comunichiamo." (qui). Con il termine postura si fa riferimento alla posizione del corpo umano nello spazio e alla relativa relazione dei suoi segmenti per adattarsi ai continui spostamenti del baricentro della propria massa corporea interagendo con l’ambiente esterno sia in condizioni statiche sia dinamiche. Nel definire la “Postura” troviamo varie descrizioni sia di tipo tecnico sia ti tipo più filosofico, tra le quali ad esempio: “Generalmente la postura viene definita come disposizione delle parti del corpo” (Kendall). [...]

2203, 2020

Covid19 e come impatta sul lavoro in Italia

by |22 Marzo, 2020|Formazione, Innovazione, Lavoro|0 Commenti

Negli ultimi tempi si sente parlare spesso dello smart working, trattato come una modalità di lavoro a distanza da utilizzare durante questa fase emergenziale legata al coronavirus. Questo fenomeno pone delle sfide essenziali rispetto al modo in cui gestiamo la logistica, alle modalità con cui ci interfacciamo al cambiamento, questioni che si riflettono sulla qualità della vita in generale, ma in questo momento di crisi può essere disvelato in modo più chiaro, dandoci l’opportunità di riflettere sul modo in cui prendiamo le decisioni. Per questo motivo ho deciso di scrivere un articolo con il dott. Emiliano Ceglie per capire quali siano i potenziali effetti collaterali di questa modalità di lavoro e riflettere su degli spunti per contenere i problemi. Approccio responsabile alla tecnologia e smart working spesso questo tema viene banalizzato e le informazioni fornite dai mass media sono imprecise e rischiano di creare confusione. Lo smart working è infatti una modalità di lavoro ben precisa e regolamentata nella Legge n.81/2017 (qui un mio appello per introdurlo in cui spiego i vantaggi economici). In generale qui trattiamo il tema del lavoro a distanza riferendoci sia allo smart working sia al telelavoro, in quanto le normative di riferimento sono distinte, ma hanno dei punti di forte contatto, concettualmente. Consapevolezza nella tecnologia L'utilizzo della tecnologia deve infatti avvenire affinché si risolvano i problemi delle persone, senza mettere in pericolo coloro che utilizzano gli strumenti digitali e tecnologici. Un utilizzo consapevole da parte degli utenti permette di beneficiare qualitativamente di questi nuovi approcci, potendo migliorare la propria [...]

1803, 2020

Convegni e network nell’era digitale

by |18 Marzo, 2020|Formazione, Innovazione, Lavoro|0 Commenti

Quando si immagina il modo di fare rete si è spesso ragionato nella vita reale e sperimentato poco quello digitale, le cui logiche sono in ampia diffusione. Questa tendenza italiana sta iniziando ad essere scardinata e si sta apprezzando la praticità ed economicità del digitale. I trend lo mostrano chiaramente e prosegue con cresciete notevoli: "Digitale, in Italia nel 2021 atteso balzo del 3,1%" (qui). Il confronto nei luoghi prima del digitale Il momento di confronto con gli altri professionisti avviene in aree sempre più varie e diversificate rispetto a quelle del secolo scorso. Un tempo i luoghi del fare "rete" e conoscenze erano luoghi di élite per pochi intellettuali o ricchi. Possiamo pensare ai famosi caffè letterari ottocenteschi, i salotti più esclusivi della nobiltà o i campi da golf o circoli nautici, club, ecc. Il giro di affari negli eventi è talmente grande che nel mondo alberghiero hanno individuato un'espressione per definire quest'area di profitto: MICE (Meetings, Incentives, Conferences and Exhibitions). Gli alberghi iniziano a fiutare l'occasione di profitto e si attrezzano per poter soddisfare le esigenze di una quota rilevante di ospiti interni o esterni alla struttura che girano nel Paese per fare conferenze, convegni, meeting, riunioni ecc. Il problema delle strutture ricettive è che spesso non hanno investito in attrezzature aggiornate e quindi dopo un boom degli anni 80-90 e 2000 sono rimaste strumentazioni non adeguate ai tempi attuali. Oggi siamo nel 2020 e i livelli (standard) qualitativi tecnici minimi sono molto evoluti. Questo tipo di fenomeno è talmente diffuso [...]

1603, 2020

Arte e Tecnologia a servizio dell’Uomo

by |16 Marzo, 2020|Emergenza Coronavirus, Innovazione|0 Commenti

Quando pensiamo alla ricerca di lavoro uno dei sentimenti prevalenti è sicuramente "l'angoscia di non essere valutati in maniera trasparente". Questa percezione è basata su una visione tendenzialmente veritiera del mercato italiano. Sfide del mercato italiano del lavoro ai tempi del coronavirus In tempi di coronavirus vediamo come il digitale stia iniziando realmente a prendere piede nella cultura italiana. Sono moltissime le persone che si stanno affacciando all'apprendimento online (e-learning) e il lavoro a distanza (smart working o remote working). La discriminazione nel lavoro è un problema culturale legato all'adozione di vecchi modelli, che stanno venendo lentamente meno anche da noi per via delle evoluzioni del mercato, solo accentuate dal Cov19. Non importa la categoria a cui appartieni, potenzialmente siamo tutti esposti perché le logiche nella scelta del personale da parte di alcune classi dirigenti sono basati su modelli discriminatori e anti-economici. Puoi essere discriminato per il tuo sesso, età, orientamento sessuale, residenza, stato di salute e così via. Lo posso argomentare con i dati questo pensiero e in realtà l'ho già fatto ampiamente in molti articoli precedenti e post (qui, qui e qui). Riflessione su tecnologia ed etica Un giorno scambiai su Linkedin delle battute con Pasquale Aiello, che era tornato dall'estero a Napoli. Vista la coincidenza volemmo incontrarci di persona per un caffè e ci scambiammo di idee e riflessioni sul mercato e la tecnologia creando un rapporto tra due italiani di diverse generazioni. La vera sfida non era solo produrre tecnologia avanzata, ma usarla per risolvere i problemi etici del mercato. Quell'ibridazione dei saperi [...]

1303, 2020

Fuga dei cervelli: dal reale al virtuale

by |13 Marzo, 2020|Formazione, Innovazione, Lavoro|0 Commenti

Questo è un articolo scritto con il mio collega Hr Matteo Cafiero, nasce da riflessioni sul lavoro in remoto e il fenomeno della fuga dei cervelli. L'ultimo rapporto stilato dalla Fondazione Migrantes sull'emigrazione (qui) mette in evidenza che al 2019 il numero di italiani residenti all'estero e iscritto all'AIRE è pari a 5,3 milioni. Le principali mete dell'emigrazione italiana risultano essere: Argentina, Germania e Svizzera. Migrazione italiana una criticità storica Il fenomeno dell'emigrazione è molto antico ed è collegato alla ricerca, da parte dell'essere umano, di migliori condizioni che possano favorire la sua evoluzione personale e, oggi, anche professionale. Nonostante oggi viviamo in un mondo ricco di opportunità, i giovani ma anche molti adulti e finanche famiglie restano comunque pervase da quel senso di insoddisfazione della vita che si conduce nel proprio Paese d'origine e che culmina con la decisione di “andare via”.  Ma se oggi, come abbiamo detto, le opportunità pullulano da tutte la parti, come mai si continua ad avere ancora questa visione negativa della realtà circostante, così che l'andare all'estero si pone quasi come scelta obbligata? Vito Verrastro ricorda in Generazione Boomerang, "molte decisioni sono dettate da uno sconforto che nasce in famiglia e si alimenta a scuola. Spesso dalla famiglia, dalla scuola e dall'ambiente circostante arriva il messaggio che tutto è difficile e che è meglio volare basso e accontentarsi oppure emigrare". Insomma, una sorta di pessimismo leopardiano permea la nostra società legato ad una ignoranza della realtà in cui viviamo alimentata spesso anche da stereotipi culturali del [...]

1303, 2020

Obbligati ad Essere Liberi

by |13 Marzo, 2020|Emergenza Coronavirus, Employer Branding, Formazione, Innovazione, Lavoro|0 Commenti

La premessa Prima che scoppiasse l’emergenza virus, dopo 2 anni di analisi e ricerca, abbiamo presentato alla Camera dei Deputati quelle che ritenevamo essere le nuove forme organizzative sostenibili che avrebbero dovuto regolamentare tutti i sistemi di gestione e produzione del paese poichè era palese che si stesse andando verso l’implosione. Queste le motivazioni che ci hanno spinto ad organizzare il convegno, “Nuovo Framework del mercato del lavoro, della formazione e convergenza tra Tecnologie, Persone ed Obiettivi”. Il virus ci ha obbligati ad entrare in quel Framework nella sua forma più estrema. La cosa non ci stupisce, da 15 anni combattiamo tutti i giorni affinché la trasformazione sia culturale prima che digitale e la consapevolezza di non essere pronti come Paese a cambiamenti meno impattanti del virus, era una certezza. Il contesto Non riteniamo essere producente sprecare tempo nel cercare colpevoli o spendere fiumi di parole in merito all’argomento, se non costruttive ed utili alla cittadinanza. Solo azione, facendo quello che abbiamo sempre fatto, anche se gli ostacoli sono sempre stati duri da abbattere o schivare. Probabilmente ce ne saranno di meno, da oggi in poi. Da sempre, siamo regolamentati da una sofisticata bilancia che deve stare sempre in bolla, qualsiasi sia il prezzo da pagare. Nessun potere occulto, nessun gran disegno o streghe da inseguire, solo equilibri. Esistono momenti, fasi, fenomeni che impattano in una direzione o nell’altra che colpiscono molteplici paesi e nazioni che hanno un filo conduttore di qualsiasi natura, economico, sociale, geografico, politico o altro. Esistono equilibri tra Stati, Paesi e la complessa semplicità dell’ Ecosistema naturale che ci ospita. [...]

1203, 2020

La rivoluzione digitale cambia il paradigma sociale

by |12 Marzo, 2020|Innovazione, Lavoro, News|0 Commenti

La riforma digitale e l'innovazione diventano fondamentali in conseguenza del Coronavirus perché consente di comprendere con maggiore precisione quanto sia importante il digitale per continuare a produrre (imprese con lavoro in smart working), conoscere (scuola con didattica a distanza), vivere (piattaforme digitali dove vedere intrattenimento), consumare (APP per acquistare) senza essere costretti di uscire di casa. La sfida culturale del XXI secolo è il cambio di paradigma economico e sociale che la popolazione deve iniziare a conoscere e gestire nel quotidiano. La nuova società sarà composta di piattaforme digitali ed è utile comprendere le particolarità. L'urgenza di ripensare a una nuova modalità di vivere il quotidiano si trasforma in un'esigenza a cui dobbiamo dare la priorità assoluta. Cambiano le scelte dei consumi, cambiano le occasioni di vita, cambiano le modalità di formazione, cambiano gli stili di vita dei lavoratori. Dobbiamo essere preparati a questa trasformazione che porterà un significativo cambiamento delle scelte di vita delle persone. La rivoluzione digitale deve essere realizzata velocemente se non vogliamo assistere passivi a un'altra spiacevole situazione di emergenza come quella del Coronavirus. La nostra vita sociale La globalizzazione è stata l'inizio di una nuova stagione economica imponendo scambi commerciali vantaggiosi, con l'ineluttabile conseguenza di spostamenti frequenti verso altri Paesi, per siglare accordi commerciali e partnership strategiche. La nostra vita lavorativa è composta maggiormente di relazioni sociali che aumentano le occasioni di contagio, se parliamo di una maggiore diffusione del virus oppure delle malattie in senso più generale. Conviene ricordare la SARS (Severe Acute Respiratory [...]

1103, 2020

L’Hr del futuro e classi dirigenti

by |11 Marzo, 2020|Formazione, Innovazione, Lavoro|0 Commenti

Nei momenti di crisi emergono le opportunità. Abbandonarsi al fatalismo e il lamento continuo non aiuta a migliorare la sorte di nessuno. Bisogna cambiare le aziende, ma perchè farlo? Il triste ritardo culturale italiano che ammazza l'economia Io credo che il mercato sia cambiato moltissimo negli ultimi 15 anni. Non a casa viviamo in una rivoluzione industriale (industria 4.0). Solo gli italiani sembrano non rendersene conto. Questo evento ha mutato la percezione degli attori economici (imprese, lavoratori, istituzioni, associazioni di categoria) e ci sono delle nuove esigenze che stravolgono le abitudini quotidiane e concrete delle persone. Un'analisi del mercato onesta intellettualmente dovrebbe far ripensare l'organizzazione delle aziende, portando avanti logiche innovative (ma nemmeno tanto ad essere onesti) tipo il lavoro in remoto, modelli circolari (lean, agile ecc.) e in generale la responsabilizzazione del personale. Una volta mi confrontai con un imprenditore nel settore abbigliamento e gli chiesi negli ultimi 5 anni quali fossero le "innovazioni" che aveva introdotto. Mi ha risposto "conta persone, pistola nuova per le bolle, e-commerce". Noi viviamo la fase delle smart siti, internet delle cose (internet of things), intelligenza artificiale, blockchain, machine learning ecc. ecc. e la cosa più innovativa è avere un e-commerce? Anche Ebay è sostanzialmente e-commerce ed in Italia è arrivato nel 2001. Ho raccontato questo episodio di vita professionale non per deridere la persona, ma per mostrare nei fatti cosa significhi ritardo culturale imprenditoriale e manageriale. Pochissime aziende si salvano. Tutta questa necessità di cambiare deriva dal virus più noto del momento? No, questa [...]

803, 2020

Formarsi con corsi e master: 5 spunti per Studenti e Professionisti

by |8 Marzo, 2020|Formazione, Lavoro, News, SmartSchool|0 Commenti

Questo articolo è frutto di uno scambio di opinioni e una scrittura a 4 mani con il collega e studioso HR Perri. Aspettare la fine dell'Università o disoccupazione per pensare al futuro? È il dilemma di ogni studente, cosa fare una volta terminata l’Università? Lo stesso può valere anche per un professionista che si vuole ricollocare nel mercato del lavoro o vuole cambiare settore. La domanda è posta male. Che cosa posso fare mentre sono all'Università, per quando avrò completato il mio percorso? Finire gli esami e pensarci è un approccio molto presente nella cultura italiana universitaria, tuttavia iniziarsi quantomeno a porsi certe domande prima, aiuta a maturare più risposte o alternative. Lo stesso vale per chi è già occupato in un lavoro e vuole cambiare. I ragionamenti sono simili sia per gli studenti che professionisti, perché è una questione di approccio mentale alla formazione. Difficile da immaginare in maniera definitiva che lavoro fare, ma se hai almeno vagamente idea di cosa tu possa fare dopo, studi meglio perché non hai l'angoscia del futuro. Inoltre anche gli esami affrontati, li potrai vedere con occhi diversi. Infatti qualora incontrassi delle informazioni utili o un esame coerente con il tuo ambito di interesse lavorativo (direttamente o indirettamente) lo studierai con l'intento di assorbire bene questa conoscenza. Altro suggerimento da avviare prima di laurearsi è crearsi Linkedin ed usarlo seriamente, creandosi un network in base al ruolo o il settore che interessa. Iniziate ad aggiungere addetti alla selezione del personale (HR) e lavoratori [...]

603, 2020

Le nuove frontiere della didattica a distanza

by |6 Marzo, 2020|Formazione, Innovazione, SmartSchool|0 Commenti

L'assenza di una modalità digitale con la quale consentire agli studenti di continuare le lezioni scolastiche dal proprio computer di casa suscita criticità e perplessità, perché si comprende in maniera più evidente l'importanza di progettare soluzioni adeguate per favorire la formazione a distanza. È una rivoluzione culturale della scuola come istituzione, che deve essere in grado di adeguarsi ai tempi poiché il digitale e la tecnologia sono parte integrante della cultura del XXI secolo. La formazione può avvenire mediante video lezioni, slide, grafici prodotti in modalità digitale e divulgati agli studenti attraverso l'infrastruttura del web, che consente di apprendere in maniera esaustiva con l'ausilio di test realizzati dagli stessi insegnanti e inviati agli studenti per comprendere il livello di apprendimento. Non ci sono limiti alla formazione a distanza che, per certi aspetti, è decisamente migliore se pensiamo alla concentrazione che devono avere gli studenti quando comunicano al docente mediante un computer. Le nuove sfide della cultura consentono di pensare a questa rivoluzione culturale che permette di migliorare gli standard di apprendimento, allargando la platea degli studenti, i quali possono seguire le lezioni in ogni luogo senza essere costretti alla presenza fisica in aula che spesso può diventare un'occasione di svago con gli altri studenti. Un'ulteriore riflessione è la straordinaria capacità della didattica a distanza di consentire lo spazio ludico ai ragazzi, soltanto quando è il momento adeguato per rilassarsi e socializzare con i compagni di scuola. «La chiusura preventiva, o forse non troppo preventiva, delle istituzioni scolastiche ed universitarie voluta [...]

503, 2020

Giornali italiani allarmisti: Infodemia

by |5 Marzo, 2020|Emergenza Coronavirus|0 Commenti

In questo periodo sto osservando con attenzione la narrativa distorta e allarmista che ho visto nel giornalismo italiano in senso ampio (televisione, giornali, social). Chi non ha le coordinate culturali adeguate per comprendere la reale portata del fenomeno è fortemente esposto all'ansia e il panico, senza mezzi termini. Un fenomeno fortemente manifesto in forsennate corse ai supermercati non giustificate in alcun modo."Coronavirus, la folle corsa (inutile) ai supermercati di tutta la Sicilia" (qui). Non è nemmeno un focolare. Infodemia s. f. Circolazione di una quantità eccessiva di informazioni, talvolta non vagliate con accuratezza, che rendono difficile orientarsi su un determinato argomento per la difficoltà di individuare fonti affidabili (Treccani qui). Le scene sono quasi ridicole e tragiche, pensare che l'ultima volta è stato per la guerra del Golfo, che non mi pare abbia portato "feriti" o "scenari di guerra eclatanti" nel nostro territorio peninsulare o isolano. "Nelle prime giornate di coronavirus conclamato sembra insomma emergere una certa ansia nei consumatori che riporta, nelle immagini, alle corse ai supermercati della guerra del Golfo." (qui). Non ho le competenze per entrare nel dettaglio del virus, però mi ha interessato notare alcuni aspetti sociali legati al coronavirus. La notissima virologa Ilaria Capua ha usato l'espressione Salute circolare. Nello specifico su Linkiesta ha dichiarato «Questa epidemia ha messo in luce come – cosa che sapevamo già – in questo mondo siamo tutti interconnessi», spiega. Una questione che ci deve far « rivedere fin dalla base il nostro concetto di sano e di malato, e anche il nostro modo di affrontare [...]